
Sanno che sono di Carrara e mi hanno domandato se fosse vero che nell'ultima Biennale di Carrara (una sorta di laboratorio dal vivo e nelle strade della città, di sculture lavorate con il marmo), c'era una scultura a forma di cacca.
Purtroppo la notizia è vera, verissima...
come testimonia la foto e il link all'articolo del quotidiano Libero che parla con ironia della news.
Il bello è che oltre ad essere di poco gusto, la scultura è fatta in travertino di Rapolano, materiale che non si trova alle cave di Carrara (bensì a Siena) e che quindi - a mio modesto avviso - non ha nulla a che fare con la nostra splendida realtà.
A Carrara siamo caduti proprio in basso, oltre alla cacca di cane che puoi trovare comunemente nelle strade della nostra bella città (insieme a cartaccie di ogni genere), ci hanno sistemato, per quasi 4 mesi, una maxi cacca d'autore davanti all'ingresso dell'Accademia di Belle Arti.
“È un'opera di un grande artista - ha osservato il presidente dell'Accademia Simone Caffaz, che ha dato il via libera - probabilmente uno dei più in voga fra quelli che espongono alla Biennale" (affermazione ripresa pari pari da Libero).
A Simone, che tra l'altro ho il piacere di conoscere personalmente, una domanda futurista:
"Ma nella prossima Biennale, sarà possibile vedere qualche cagata di meno e ammirare qualche scultura di marmo in più?"...
Ai posteri, l'ardua sentenza.
Giancarlo Fornei
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